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Come valutiamo: criteri e limiti

Questa pagina elenca i criteri concreti che applichiamo quando descriviamo un aspetto di un operatore, e soprattutto cosa quei criteri non riescono a garantirvi. Conoscere il limite del metodo è utile quanto conoscere il metodo stesso: vi dice quanto peso dare a ogni affermazione che leggete su questo sito.

I criteri che applichiamo

Prima di descrivere un operatore su un aspetto specifico, controlliamo quattro cose concrete, tutte verificabili da fonte pubblica:

  1. Stato della licenza: verifichiamo se l'operatore compare nel registro pubblico dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) prima di descriverlo come autorizzato in Italia.
  2. Pubblicazione dei termini: verifichiamo se l'operatore rende consultabili pubblicamente i propri termini su bonus, deposito e prelievo, non il contenuto specifico di quei termini, che può cambiare nel tempo.
  3. Presenza di strumenti di autotutela: verifichiamo se l'operatore dichiara pubblicamente strumenti come limiti di deposito, autoesclusione e contatti per il gioco problematico.
  4. Canale di reclamo: verifichiamo se l'operatore indica un ente o una procedura di reclamo consultabile pubblicamente.

Come verifichiamo ciascun criterio, e dove si ferma il metodo

Criterio Come lo verifichiamo Limite del metodo
Stato della licenza Consultazione del registro pubblico ADM Il registro può non riflettere in tempo reale variazioni recentissime
Pubblicazione dei termini Lettura del documento ufficiale pubblicato dall'operatore I termini possono cambiare dopo il nostro controllo: va sempre letta la versione in vigore
Strumenti di autotutela Verifica che siano dichiarati pubblicamente dall'operatore Non possiamo testare il funzionamento tecnico interno di questi strumenti
Canale di reclamo Verifica che un canale o un ente sia indicato pubblicamente Non possiamo verificare i tempi di risposta reali né l'esito dei singoli reclami

Un esempio di come applichiamo un criterio

Per rendere concreto il metodo, ecco come applichiamo in pratica il primo criterio (stato della licenza), a prescindere da quale operatore stiamo descrivendo:

  1. Individuiamo il nome legale o commerciale dell'operatore da verificare.
  2. Consultiamo il registro pubblico ADM cercando quel nome tra i concessionari autorizzati.
  3. Se il nome compare con una concessione attiva, possiamo descrivere l'operatore come autorizzato in Italia, citando il registro come fonte.
  4. Se il nome non compare, o compare in modo ambiguo (ragione sociale diversa, marchio associato a più entità), non affermiamo che l'operatore sia autorizzato: descriviamo solo ciò che risulta dal registro nel momento del controllo.
  5. Ripetiamo il controllo quando pubblichiamo o aggiorniamo una pagina che tocca quell'operatore, perché lo stato può cambiare nel tempo.

Lo stesso schema, con la fonte pertinente al posto del registro ADM, si applica agli altri tre criteri.

Perché non pubblichiamo classifiche o punteggi

Un punteggio numerico o una classifica implicano un livello di precisione e di aggiornamento continuo che il nostro metodo, basato su controlli puntuali di fonti pubbliche, non può sostenere onestamente. Se un aspetto rilevante non risulta verificabile da fonte pubblica nel momento in cui scriviamo, preferiamo ometterlo o segnalarlo come non verificato piuttosto che stimarlo per completare un punteggio. Questo significa che alcune pagine di questo sito descrivono meccaniche generali (come funziona un RTP, come si legge un margine) invece di un giudizio complessivo su un operatore specifico: è una scelta deliberata legata ai limiti del metodo appena descritto, non una lacuna casuale.

Cosa non possiamo valutare

Ci sono aspetti che nessun soggetto esterno a un operatore, e non solo noi, può verificare dall'esterno senza accesso ai suoi sistemi: l'RTP realmente erogato su un periodo specifico, i tempi di pagamento effettivamente rispettati caso per caso, la qualità del servizio clienti percepita da ogni singolo utente, o condizioni personalizzate offerte a un giocatore specifico. Quando una pagina di questo sito tocca questi temi, lo fa a livello di meccanica generale (come funziona un RTP, come si legge un margine), non come una misurazione di un operatore specifico che non abbiamo modo di condurre.

Perché questi limiti esistono

Lavoriamo a partire da ciò che è pubblicato o pubblicamente verificabile nel momento in cui controlliamo una pagina. Non siamo un regolatore né un revisore con accesso ai sistemi interni di un operatore: possiamo leggere un registro pubblico o un documento pubblicato, non auditare un database aziendale. Inoltre, una verifica è una fotografia in un momento preciso: un registro o un documento possono cambiare subito dopo il nostro controllo, ed è per questo che ogni pagina rimanda sempre alla fonte ufficiale per il dato aggiornato al momento in cui lo leggete voi.

Come aggiorniamo le nostre pagine

Quando una fonte pubblica cambia in modo rilevante (ad esempio una variazione nel registro ADM) o quando un lettore segnala un'imprecisione fondata, verifichiamo la pagina interessata rispetto alla fonte corretta e la correggiamo. Non indichiamo qui una frequenza fissa di revisione che non potremmo dimostrarvi in modo verificabile: l'impegno concreto è controllare rispetto alla fonte, non promettere una cadenza.

Cosa verificare alla fonte